Cima di Monte Giovi (Tamburino)- Tòsina (Borselli)

Bottega di Monte Giovi (Tamburino)
Bottega di Monte Giovi (Tamburino)

Si riparte dal Monte di Giove; monte che esercita un fascino particolare che ti induce a riflettere sulla grandezza della natura e del rapporto dell'uomo con essa. I panorami, le foreste, i destini di tanti uomini, si fondono nella maestosità della montagna e ti inebriano di bellezza e di domande.

 

Ma si riparte, ancora verso un altro borgo: Acone.

Dal Tamburino occorre dapprima tornare, giusto qualche centinaio di metri, indietro sul tratto di strada sterrata già fatta, per poi proseguire per Le Vie dell'Appennino che seguono il sentiero  00 CAI, il quale lo siprende al bivio di San Giusto (tutto ben segnalato).

Si arriva quasi subito all'agriturismo Prati Nuovi, da cui si continua a scendere verso il paese di Acone.

Paesaggi agresti con alternanza di pascoli e prati ed a tratti con alcuni rimboschimenti di pino nero, ci accompagnano verso la valle del torrente Sieve, dove già i vigneti imperano con estensioni di ettari ed ettari ad indicarci che stiamo entrando nelle zone di produzione del Chianti Rufina

 Ad Acone una fermata è d'obbligo per il fascino esercitato sul visitatore dal panorama, dalla sua collocazione e dalla storia. 

I primi insediamenti del borgo rurale risalgono al VI secolo a.C. 

Durante la Seconda Guerra Punica, più precisamente nel 272 a.C il condottiero dell'esercito cartaginese  Annibale Barca, passò per queste valli di Acone nella sua conquista della penisola Italica.

Acone  fece parte dei beni dei Conti Guidi di Romagna che vi fissarono la residenza nel "Castel d'Acone", che successivamente donarono al Monastero di Camaldoli.

Cooperativa L'Emancipatrice
Cooperativa L'Emancipatrice

Qui nascerà un'altra delle famiglie Fiorentine importanti: la casata dei Cerchi, famiglia nobile che nella Valdisieve e nei territori limitrofi esercitava notevole potere.

Acquistata poi dalla Famiglia Medici, il Borgo diviene in epoca granducale molto attivo ed la suo massimo sviluppo nel 1840, poi per tutta la prima parte del 1900 fino allo scoppio della seconda guerra mondiale; durante la quale si formarono, qua, le prime aggregazioni partigiane.

Un piccolo borgo dunque con una storia millenaria, fatta di eventi, tradizioni, storie e luoghi che valgono la pena essere visitati come la chiesa di santa Maria in Acone, fra i cui patroni risultano i Donati, la Pieve di Sant'Eustachio in Acone , la cappella di Castel d'Acone,  e  la storica Cooperativa  “L'Emancipatrice”, fondata nel 1917 con lo scopo fra le altre cose di "provvedere ai bisogni, giovare all'economia delle famiglie e assumere ogni genere in favore della comunità", è ancora oggi, dopo aver attraversato due guerre mondiali una dittatura e gli anni in cui notoriamente vi è stato un abbandono delle aree  alto collinari-montane, un punto di riferimento per la comunità di Acone.

Si scende ancora, e le foreste lasciano sempre più spazio a campi, vigne e  oliveti.

La torre è del piccolo e fortificato borgo di Monte Bonello, le cui prime notizie storiche si hanno già intorno al 1000-1100.

Torre di Montebonello
Torre di Montebonello

Una torre che rivestiva un ruolo strategico importante: se si guarda bene infatti si può notare come questa torre sia stata edificata proprio difronte alla valle del Rufina, a guardia di una delle antiche viabilità che collegavano la Valdisieve al Casentino. Tutta la valle del torrente Rufina è costellata da innumerevoli torri, trasformate poi in case, castelli, di cui oggi rimane solo il nome, fortilizi, trasformati in monasteri, a testimonianza che questa era una terra di confine fra la Famiglia dei Conti Guidi, e il Comune di Firenze; una terra bella e ricca ma costantemente sul "chi va là?".

Quella di Montebonello è una delle poche torri rimaste quasi completamente intatte.

 

La strada serpeggia fra gli oliveti e i vigneti, lasciando ogni tanto spazio a qualche piccolo boschetto.  

Verso la Rufina
Verso la Rufina

Arrivati in fondovalle, attraversata la Sieve ci fermiamo nella sede del Comune di Rùfina dove una appassionata mostra fotografica permanente ci coinvolge nel vissuto del paese dell'ultimo secolo.

Un paese di oltre 7000 abitanti molto attivo e centro della viticoltura mondiale con produzioni d'eccellenza di Chianti Rùfina e rinomato per la produzione del Bardiccio.

 

Da qui a settembre ogni anno riparte il Carro Matto con circa 1500 fiaschi impagliati e pieni di vino a simboleggiare l'arrivo in città del lavoro della campagna, tradizione nata durante la repubblica fiorentina. Di origini etrusche, il paese accogliente offre la possibilità di visitare le numerose cantine delle rinomate aziende, la villa di Poggio Reale del 1500, dove leggenda vuole che il Diavolo abbia lasciato la sua impronta, e al cui interno sono presenti un bel Museo della Vite e del Vino ed il Museo d'Arte del Maestro Mario Romoli.

Ebbri dei profumi delle cantine, con negli occhi colline modellate a vigneti da secoli di cultura della terra, nella mente storie e tradizioni di famiglie fiorentine legate al paese da un legame indissolubile, arricchiti da nuove conoscenze di arti antiche come quella delle fiascaie, visitata la Chiesa di san Martino nella piazza principale indirizziamo i nostri passi verso le antiche vie che ci porteranno verso il Monte Falterona

Vigneti ed oliveti si alternano con maggiore frequenza a boschi di querce e castagni sui versanti esposti a nord e sul lato sinistro del torrente Rùfina mentre alla sua destra si scorgono campagne modellate da filari di viti che andranno a produrre il Pòmino intervallate da case torri rurali che rendono unico il paesaggio. Eccoci sulle antiche vie verso il Casentino, fra ritrovamenti etruschi, ponti romani e resti di attività antropiche che per secoli hanno utilizzato i beni della natura di questo territorio. Il Poggio Bai incute un certo timore e rispetto ed è di riferimento per tutto il percorso fino al Ponte Romano di Mulino Pesci dove si rimane incantati di fronte dall'architettura di questa millenaria costruzione e per le modalità ingegneristiche di utilizzo dell'acqua del torrente. L'attrazione verso il versante pominese è forte: Petrognano, Pinzano, Pomino ma le antiche viabilità selciate ci conducono verso Tòsina , la meta di questa tappa.   

Il contrasto fra i due versanti della valle forgiata nei millenni dal Rùfina è forte e gli uomini ne hanno sfruttato le diverse funzionalità: difesa, avvistamenti, percorsi coperti sui versanti minacciosi a sinistra del torrente, campagne, vigneti, agricoltura nei dolci declivi nel versante destro.

Prima di arrivare a Tòsina così attraversiamo vari piccoli borghi fortificati che hanno avuto funzione di controllo e sicurezza già dal 1000 per la famiglia dei Conti Guidi.

 

Dunque dal ponte romano saliamo per Torre Mozza, Bavecchia, Prugnolaia; sorpresi per il rifiorire di attività agricole siamo dentro la valle di Tòsina sormontata dall'imponenza della Chiesa e dal Monastero Camaldolese...e qui ci fermiamo.

Monastero di Santa Margherita di Antiochia a Tòsina
Monastero di Santa Margherita di Antiochia a Tòsina

Informazioni Utili

Scheda Tecnica

km 20

Tempo di Percorrenza da 4 a 9 ore 

Dislivello +680

-920

Pendenza Media +5.9

-9.3

Quota Minima 115

Media 460

Massima 870

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Custodi del Territorio

 

 

Rossella ed Alessio de La Casa del Prosciutto Bar Alimentari De Gaetano Rossella di Borselli, sono un punto di riferimento per tutto il paese e non solo!

Infatti se siete in prossimità di Borselli e avete scarse provviste per la sera e avete necessità quindi di qualcosa da mettere sotto i denti, potete chiamare lo 055 832 1600  o il 370 325 3330, e per il pasto, non rimarrete digiuni!

Perché  "Questo è un alimentari, se c'è bisogno gli si porta anche un panino!"

 

Dove Dormire e Mangiare

Alla Bottega di Monte Giovi  (in località Tamburino) c'è la possibilità oltre a pernottare, anche di farsi fare un bel panino!


-Ad Acone vi è  la cooperativa L'Emancipatrice, in cui si possono assaporare i prodotti tipici del luogo, e quindi fare scorta di delizie per il cammino! 

Per INFO 055 8361657

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:30

Martedì 09:30 - 12:30 

17:30 - 19:30

Mercoledì 09:30 - 12:30 

17:30 - 19:30

Giovedì 09:30 - 12:30 

17:30 - 19:30

Venerdì 09:30 - 12:30 

17:30 - 19:30

Sabato 09:30 - 12:30 

17:30 - 19:30

Domenica 09:30 - 12:30 

17:30 - 19:30 


Poco distante da Rufina vi è la frazione di Turicchi dove si può pernottare nell'agriturismo

L 'Arrocco di Turicchi

Per INFO 

 Indirizzo

Via di Turicchi 14, 50060 - Rufina 

Firenze (Italy)

Telefono  055 8319631

 

Email info@arroccoturicchi.it

Sito www.arroccoturicchi.it 


A Borselli si può sostare per la notte nel bellissima e antica 

"Residenza Storica Rifugio Tòsina"

 che a breve aprirà.

Per INFO

Enrico 370 325 3330 

 Melania 3358051553

 

Inoltre a Borselli c'è un piccolo e piacevole alimentari "Casa del Prosciutto Rossella de Gaetano" dove si possono gustare ottimi panini e fare una piccola spesa per il viaggio!

 

Poco distante da Borselli si può sostare nell'agriturismo "Podere Torremozza

Per INFO www.agriturismotorremozza.it