Tòsina (Borselli)- Castel Castagnaio-Mulin di Bucchio

 Sporgendosi dal piazzale sulla valle, con l'imponente Chiesa di santa Margherita d'Antiochia in Tòsina a coprirci le spalle, si ha una visione d'insieme che spazia ad ovest verso Fiesole, per poi unirsi a Monte Giovi e verso Nord il Mugello, con il riflesso del sole che batte su Pomino e ci acceca per la ricchezza dei colori tanto da sollecitare lo sguardo a proseguire verso Est ed intravedere insediamenti fortificati spersi tra boschi e crinali. D'origine etrusca, Tòsina ha subìto le trasformazioni dovute agli insediamenti romani, poi longobardi, si narra fosse "un fortilizio inespugnabile” dove i fiorentini presero Messa prima della battaglia di Campaldino, poi è diventata luogo di culto cristiano prima sotto gli agostiniani e poi sotto i camaldolesi grazie alle concessioni delle famiglie patrone di questi territori (i Cerchi, i Da Quona, i da Diacceto) con presenze anche dei Vallombrosani e dei Camaldolesi di Santa Maria degli Angeli a Firenze ma sempre con il popolo a dire l'ultima su tutto. Sembra che tutto il mondo sia passato da qui e da qui si sia fatta la storia del mondo...almeno quello fiorentino e quello casentinese.

Tòsina con la Chiesa ricca di opere come il trittico di Mariotto da Nardo e il bassorilievo di Andrea della Robbia, ed il Monastero Camaldolese con il suo chiostro sospeso nel tempo, è un punto di volta per capire meglio il territorio intorno ed essere i protagonisti di un viaggio nel tempo e nella conoscenza.

Grazie all'impegno del Gruppo Perchè No? Associazione di Volontariato Giovanile, è stata recuperata la Canonica ed il tetto della Chiesa destinata a chiudere con grave perdita di tutto il patrimonio e della memoria del luogo; coinvolgendo il paese, altre associazioni, il CESVOT, i ragazzi hanno impedito che questo accadesse dimostrando che l'impegno per i Beni Comuni può dare ottimi risultati a beneficio dell'intera collettività ed hanno avviato il percorso di costituzione dell'"Ecomuseo della Valle del Rufina e degli insediamenti rurali, monastici e religiosi fortificati".

Si riprende il cammino verso Borselli e poi Castelnuovo, borgo arroccato con funzioni difensive, le cui origini probabilmente derivano dal vecchio castello sito su Poggio Castello (da cui nacque il "nuovo" castello), sopra Pomino che pare avesse geometrie simili ad un "vascello" poiché la costruzione fa eseguita seguendo le linee della cima del poggio.

Da qui si prosegue verso il Santuario della Madonna dei Fossi, nato accanto al precedente convento di frati cappuccini dove san Francesco, durante i suoi passaggi verso La Verna, fece sgorgare una sorgente che prende appunto il suo nome.

Se Tòsina è un esempio di riscatto e recupero del patrimonio che il territorio contiene, il Santuario purtroppo è l'esatto contrario: passato di proprietà ai Marchesi de Frescobaldi è stato lasciato crollare e tutte le opere contenute all'interno sono sparite. 

Vicino alla Madonna dei Fossi c'è Berceto, abitato in cui fu compiuta un'orribile strage nazi-fascista il 17 aprile 1944 (vedi)

Immersi adesso in foreste di abeti douglas, faggi, aceri, castagni proseguiamo sull'antica strada verso Moscia per poi dirigersi verso Castel Castagnaio: queste antiche strade, che si inerpicano all'interno di selve e che nel passato erano certo luoghi di brigantaggio e covo di malviventi, sono occasioni per riflettere sulle diverse modalità di spostamento degli uomini nel corso dei secoli.

Sempre più ci stiamo inserendo nel territorio che fu sotto il dominio dei Conti Guidi fino al 1400 circa e dei Monaci Camaldolesi: passaggi controllati da torri e fortificazioni difensive, immerse nelle verdi foreste, o nei più pianeggianti fondovalle, connotano l'atmosfera di misteri medioevali.

Immersi in questa bolla temporale, arriviamo in quota dove il paesaggio prende di nuovo il suo carattere distintivo: a sud il Casentino, la valle con i suoi centri fortificati dove fra tutti spicca il Castello di Poppi; l'Arno con le sua anse flessuose che per secoli ha trasportato gli abeti bianchi verso Firenze e i porti di Pisa, per poi andare far parte delle navi ammiraglie delle flotte inglesi...e ad Est eccola la grande montagna: il Falterona

 

 

Si arriva così a Castel Castagnaio, ora di proprietà privata, dove sono visibili i ruderi della Torre usata come avvistamento dai Conti Guidi per la sua posizione strategica e ben visibile da tutti gli altri castelli del Casentino; un piccolo borgo che vale la pena ammirare e carpirne la storia; si suggerisce di leggere

"Itinerari Casentinesi alle quote collinari e in bassa montagna" di Franco Pasetto.

Una torre anch'essa a guardia dell'antica viablità, come, ricordiamo la torre di Montebonello.

Località scelta già in passato prima dagli etruschi dove vi edificarono un tempio, successivamente come insediamento dai romani e poi dai conti Guidi.

Da Castel Castagnaio proseguiamo verso Mulin di Bucchio passando per Mulino Mandriole, Casella, Pratariccia attraversando territori boscati ricchi di segni antropici- muretti, selciati, case, forni,mulini- che necessitano di un'osservazione e di uno sguardo attento e consapevole, segni di un rapporto uomo-ambiente sempre in equilibrio e pieno di una sapienza che spesso oggi non riconosciamo più. Procediamo con stupore fino a Mulin di Bucchio un'altra importante testimonianza, un luogo dove fermarsi, riflettere, imparare e poi ripartire.

 

 

Informazioni Utili

Scheda Tecnica

km 18.5

Tempo di Percorrenza da 4 a 8 ore

Dislivello +890

-1055

Pendenza Media +8.8%

-10.1%

Quota Minima 560 mt

Media 850 mt

Massima 1080 mt

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Testimoni del Territorio

 

 

Dove Dormire e Mangiare

A Molin di Bucchio, vi è la possibilità di posizionare le proprie tende all'interno dell'area del mulino.

Per ulteriori INFO per la disponibilità 

0575 582680

338 1007610 Carla

www.molindibucchio.it


Prima di partire è buona cosa farsi fare un bel panino alla Casa del Prosciutto Rossella de Gaetano, in centro a Borselli, via casentinese 201

Per INFO 055 8321600 Rossella

                     370 3253330 Enrico

 

-Se doveste essere ancora lontani da Borselli e vi serve un supporto in cibarie, potete contattare l'alimentari che si rende disponibile a portarvi quel che serve perché " questo è un alimentari. Se servi vi si porta anche un panino! Noo?!"